Delia Airoldi (Università degli Studi di Udine)

Il nuovo lessico italiano dei videogiocatori di oggi. Un esempio di innovazione linguistica e co-autorialità.

Internet ha cambiato il nostro modo di vivere e di comunicare. Sono sorte nuove piattaforme e forme di intrattenimento, il mondo videoludico ha riscosso un enorme successo su scala internazionale. I videogiochi online, promuovendo nuovi spazi virtuali, hanno incentivato lo sviluppo di una lingua speciale che ogni videogiocatore conosce e pratica. Così l’italiano si è arricchito di parole e frasi nuove, create a partire dall’inglese (lingua franca anche in rete), nel trionfo dell’innovazione linguistica. Gli obiettivi della ricerca sono:

  1. commentare particolari espressioni e termini creati a partire dall’inglese (es. farmare da to farm) ed entrati ex novo nel lessico abituale dei videogiocatori;
  2. considerare in che misura sia possibile parlare di “co-autorialità”.

La metodologia comprende l’osservazione e l’analisi di produzioni spontanee, orali e scritte con imitazione del parlato, tratte da partite e messaggi di gamers italiani, su varie piattaforme in rete.



Cecilia Valenti (Università per Stranieri di Siena)

(In)Visibile: la figura dell’autore nel Web 2.0

Considerando le proprietà camaleontiche della figura autoriale nel Web 2.0, l’obiettivo di questo contributo è quello di descrivere due forme antonimiche di autorialità digitale, concernenti l’opposizione tra visibilità anonimità che caratterizza, di solito, il concetto di autore online. Approfondiremo, quindi, la funzione-autore all’interno del discorso politico su Twitter (Bentivegna, 2015; Missaglia, 2020): in questo contesto, chi scrive marca, spesso, la sua imago discorsiva tramite hashtag e presenta sé stesso in quanto autorità rispetto al contenuto del testo. In una posizione opposta, analizzeremo, invece, i meme (Blackmore, 1999; Börzsei, 2013), elementi multimodali in cui l’autore, di colpo, scompare per lasciare spazio alla polifonia caratteristica delle scritture collettive (O’Reilly, 2005, o.l.). I due esempi scelti permetteranno, infine, di proporre alcune considerazioni, più generali, circa la complessa natura, tra visibile e invisibile, dell’autore del Web 2.0.



Ottava Cepraga (Alma Mater Studiorum - Università di Bologna)

È una questione di qualità: riflessioni su un grecismo d’autore

In questo intervento intendo trattare il ruolo dell’autore nella diffusione di innovazioni lessicali tramite l’analisi della nascita della parola qualitas, calco derivazionale dal greco ποιτης creato da Cicerone e introdotto per la prima volta come termine tecnico filosofico in Academica Posteriora 6.24. L’analisi linguistico-stilistica del sintagma in cui il termine viene usato per la prima volta, quasi qualitatem quandam, infatti, mette in evidenza le strategie comunicative esplicite e implicite messe in atto da Cicerone per far sì che il suo pubblico accetti e ricordi il neologismo filosofico. Tali strategie si sono rivelate molto efficaci: qualità è oggi parola quotidiana e vero e proprio europeismo. Il mio obiettivo è evidenziare il ruolo giocato dalla prosa ciceroniana nel successo di questa parola.



Alessandro Puglisi (Università per Stranieri di Siena)

Noi sentiamo di non poter essere nel vero. La funzione autore tra reticenza e inazione nel I capitolo di Fosca di Iginio Ugo Tarchetti

La Scapigliatura è un’esperienza per molti versi peculiare nella storia della letteratura italiana moderna; le istanze della corrente, da un lato anticipatrici, dall’altro impegnate in un recupero nostalgico e già quasi decadente di tradizioni e stilemi altri, la collocano in una posizione non sempre comoda per gli esegeti e le sono valse alterne fortune critiche. Il contributo analizza l’espressione di Igino Ugo Tarchetti come funzione-autore nel suo ultimo romanzo, incompiuto, Fosca. L’analisi si concentra, in particolare, sul primo capitolo, inscritto saldamente nello stratagemma del “manoscritto ritrovato” esplicitato dalla nota iniziale del narratore/ “editore”; il capitolo viene indagato da un duplice punto di vista, lessicale e di semantica frasale, con l’obiettivo di individuare le tracce linguistiche di una più ampia disillusione sociale prima che esistenziale. In questo modo si vuole offrire un contributo in termini di analisi linguistica della pratica discorsiva scapigliata.



Hanna Jaśkiewicz (Uniwersytet im. Adama Mickiewicza w Poznaniu)

The relevance of authorial intent in sociolinguistic analysis of literature

This paper examines the challenges of using fictional texts in sociolinguistic analysis on the example of the dialect representation in literature. While the studies by Blake (1982), Ferguson (1998) and Hodson (2014) have shown that the portrayals of dialects and their speakers in English novels can be a valuable source of knowledge about their social perception, one might ask about the validity of the interpretations based on works of fiction. During my presentation I will show possible approaches to this problem: from treating the literary texts as a manifestation of author’s subconscious beliefs about non-standard language that are representative for their speech community to seeing them as a tool, which is deliberately used in order to create a discourse that favours one speech varieties over another. Thus, the paper will prove that our understanding of authorial intent plays a crucial role in interpreting the findings of sociolinguistic analysis of literary works.



Andrea Bongiorno (Aix-Marseille Université/Università di Siena/Université Franco-Italienne)

 L’io nella poesia italiana contemporanea: una questione di ethos

La poesia contemporanea pone la discussione dell’io-autore al centro della scrittura. Con questo intervento si vuole dimostrare come il concetto di ethos offra interessanti piste d’indagine per esaminare l’autorappresentazione e i suoi presupposti sociali e teorici. In primo luogo, si leggerà l’ingresso nella contemporaneità poetica col crepuscolarismo tramite ethos (Amossy, Maingueneau, ecc.) e posizionamento (Bourdieu, Maingueneau). Poi, si individuerà nella seconda metà del secolo il passaggio da una metapoesia normativa (in negativo) all’autorappresentazione dell’autore. Infine, fornendo un’applicazione concreta della nozione di ethos alla poesia contemporanea, verrà analizzata l’immagine autoriale della prima sezione di Historiae (Anedda 2018), mettendone in luce i meccanismi formali, le immagini usate, nonché l’idea (digitale) di io, autore, scrittura. L’ethos sarà dunque uno strumento prezioso per andare al cuore di uno dei nodi critici della poesia contemporanea.

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